Zuppa di verdure arrostite e lenticchie rosse, profumata allo zenzero e limone

Zuppa, vellutata, crema o minestra?

Mi sono sempre chiesta quali fossero le differenze tra una minestra ed una zuppa, ma anche tra una vellutata ed una crema e, ogni volta che cercavo, finiva nuovamente tutto nel dimenticatoio personale (avete presente quelle nozioni che non c’è verso riescano a entrarvi in testa nonostante illimitati tentativi? Ecco, esattamente.), finché ho finalmente trovato il tempo per appuntarmi il tutto grazie al contest Zuppa scalda cuore” di Mary, creato in occasione del compleanno del suo splendido blog

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Ho un po’ l’ansia da prestazione, perchè è il primo contest ufficiale a cui partecipo, ma ci tenevo tantissimo ad iniziare proprio con questo e festeggiare il compleanno di “Cucina verde dolce e salata” regalando a Mary qualcosa di mio. Due delle giurate sono fra l’altro amiche, pertanto sarà un vero piacere offrire a tutte loro una coccola cremosa e riscaldante, per queste giornate dalle temperature oltremodo frizzanti. 

Dunque, dicevamo di dare una parvenza di ordine alla terminologia da usare. Si parte con qualche nozione super sintetica? 

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La minestra prende il suo nome da minestrare, amministrare, perché veniva servita a tavola, ossia “ministrata”, dal capofamiglia. Oltre alle verdure, la minestra contiene solitamente cerali come riso, pasta, farro, orzo. I noodles cinesi o i ramen giapponesi sono – tecnicamente – minestre.

La zuppa non comprende mai riso o pasta ma viene servita, al massimo, con crostini di pane, più o meno grandi. Il suo nome è simile in tutte le lingue europee, deriva dal gotico suppa, che indicava proprio la fetta di pane che si usava mettere nelle ciotole prima di versarvi il brodo. Ha un aspetto denso e consistente, viene utilizzata poca parte liquida, assorbita soprattutto da pane e crostini. La zuppa è molto diffusa in Toscana, con i cavoli neri come verdura principale, o nel sud Italia con basi di legumi. Sono zuppe anche il borsch di cavolo o la soupe à l’oignon francese.

Il minestrone è invece una via di mezzo fra zuppa e minestra, nato dopo la scoperta dell’America e l’introduzione in cucina di alcuni ingredienti fondamentali come le patate, il mais e i fagioli, che prima non esistevano in Europa. Consistente e ricco, al minestrone può anche essere aggiunto un cereale o della pasta, come nel classico minestrone di legumi.

Il passato è un insieme di verdure, quindi la base per una zuppa o una minestra, senza pasta o legumi o cereali, che viene frullato ad alta velocità. Un tempo si usava il passaverdure a mano (io lo uso ancora!), e la sua consistenza era determinata dal tipo di maglie attraverso cui si “passava” appunto la verdura.

La vellutata è composta solamente da due, massimo tre, tipi di verdure come negli abbinamenti tradizionali di patate-porri, zucchine-patate, carote-patate. Per legare gli ingredienti e dargli una struttura più appetitosa e morbida, prevede la presenza di un legante a fine cottura, come può essere la panna da cucina.

La crema di verdure, infine, è la preparazione definita da un solo ingrediente principale, frullato e legato da farina di riso o latte. Crema di riso, crema di zucchine, crema di fagioli sono solo alcuni degli esempi.

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Insomma, in tutto questo fare ordine, io alla fine mica ho capito con certezza dove incasellare la mia proposta. Carote, cipolle, patate e lenticchiefrullate. Sarà una zuppa, via!

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Non c’è nulla di meglio, per me, del tornare a casa la sera dopo una giornata pesantissima e rinfrancare mente, corpo e spirito con una ciotola fumante di crema colorata. Oggi si va di arancione, il colore legato all’energia fisica e mentale, all’attività, alla creatività. Il colore che stimola l’indipendenza e anche la fiducia in sé stessi, due elementi che in questo periodo sono parecchio assenti dalla mia vita. 
Questo colore, spesso associato alla salute del nostro corpo, agisce sulla nostra vitalità e su tutto ciò che concerne l’assorbimento di ciò che si mangia. Libera da sintomi depressivi aumentando la capacità di reagire alle avversità della vita in maniera più reattiva, veloce ed efficace.

Zuppa di verdure arrostite e lenticchie rosse, profumata allo zenzero e limone
Serves 4
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Prep Time
20 min
Cook Time
50 min
Total Time
1 hr 10 min
Prep Time
20 min
Cook Time
50 min
Total Time
1 hr 10 min
Ingredienti per 4 persone
  1. 600 gr di carote
  2. 2 o 3 patate
  3. 3 cipolle dorate di medie dimensioni
  4. 150 grammi di lenticchie rosse secche decorticate
  5. 2 o 3 spicchi di aglio
  6. Un bel mazzetto di foglie di alloro fresco
  7. Il succo di mezzo limone biologico
  8. timo
  9. Radice fresca di zenzero grattugiata a piacere
  10. Sale integrale e pepe q.b.
  11. Olio extra vergine di oliva (io uso quello lucano prodotto da mia zia)
  12. Pepe rosa macinato al momento
Preparazione
  1. Pulite le carote, sbucciate cipolle e patate e tagliate tutte le verdure a tocchetti anche irregolari, lasciando qualche punta di carota intera per la guarnizione dei piatti.
  2. Disponetele in una ciotola e conditele con un filo di olio evo, timo, sale e pepe. Trasferitele quindi su una teglia rivestita di carta forno e aggiungete qualche foglia di alloro e due spicchi di aglio in camicia. Cuocete in forno caldo, a 200°C, per circa una ventina di minuti, o comunque fino a quando saranno tenere all'interno e con l'esterno bello arrostito.
  3. Nel frattempo, portate a bollore circa 1 litro e mezzo di acqua (o di brodo vegetale fatto in casa, se preferite) e in un tegame bello capiente fate soffriggere il rimanente spicchio d'aglio (lasciatelo intero o fatelo a fettine e poi scegliete se eliminarlo o lasciarlo, a fine cottura), aggiungete qualche foglia di alloro che sprigioni il suo profumo e le lenticchie ancora secche, fate andare per qualche minuto continuando a mescolare e aggiungete alla fine l'acqua o il brodo caldo.
  4. Lasciate cuocere per almeno 20-25 minuti: le lenticchie devono sfarinarsi. Aggiungete ancora un filo di acqua se per caso dovesse servirne altra durante la cottura.
  5. Una volta tolte le verdure dal forno, unitele alle lenticchie, eliminando aglio e alloro da entrambe e tenendo da parte le punte di carote intere, e continuate a fare andare a fiamma bassa per un'altra decina di minuti.
  6. Spegnete i fuochi e frullate il tutto, aggiustando di sale e pepe.
  7. Spremete quindi all'interno della pentola mezzo succo di limone e grattate una buona dose di zenzero fresco, avendo cura di recuperare sia la polpa grattugiata che il succo.
  8. Date una bella mescolata per amalgamare i sapori e dividete la zuppa nelle scodelle da portata, guarnite con le punte di carota arrostite che avrete tenuto da parte apposta per tale scopo, una generosa macinata di pepe rosa, qualche crostino di pane e avrete spalancato le porte del paradiso! 😀
Blush your Seeds http://blushurseeds.com/

Con questa ricetta partecipo, ovviamente per la sezione “A cottura“, al contest di Cucina verde dolce e salata.

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La zuppa di verdure arrostite e lenticchie che vi ho proposto è naturalmente gluten free, purchè non si aggiungano pane o crostini classici nel servirla.

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Fonti e curiosità le potete trovare quaqua e infine qua.

Comments

  1. Leave a Reply

    Lydia
    4 gennaio 2016

    Grazie Daniela per questa simpatica spiegazione, perchè anche io faccio parte di quella famiglia a cui non entrano in testa le differenze !!
    Bella zuppa comunque, le lenticchie sono spettacolari !
    Buon anno
    Lydia

    • Leave a Reply

      Daniela
      5 gennaio 2016

      Lydia, benvenuta!
      Non hai idea di quanto mi faccia piacere scoprire quando qualcuno – che magari ti ha seguita sempre silenziosamente – finalmente si palesa in un commento!
      E devo confessarti che è confortante anche il sapere di non essere sola nella schiera delle smemorate a cui è stato e sarà utile questo post. Quindi, doppio evviva! ^__^
      Io amo le zuppe, sono un vero e proprio comfort food che declino in ogni versione possibile. Mi sa che si era capito. 🙂
      Corro a sbirciare il tuo blog che proprio non conoscevo!
      Ti auguro un anno in cui ogni giorno tu possa svegliarti scegliendo di essere felice!
      A presto,
      Dany

  2. Leave a Reply

    Francesca P.
    14 dicembre 2015

    Io ho fatto la giudice al primo contest di Mary, anni fa… altro segnale di interconnessione, vedi? 😉 Incredibile… stelle, parole di libri, lenticchie, tutte cose da seguire… che parlano…
    Adoro le vellutate, sono la mia passione, al punto che penso a un bistrot dei sogni dove servire quasi solo loro… di ogni colore e sapore, mi danno quell’allegria e quella morbidezza di cui ho bisogno… mi sanno abbracciare… tutti gli ingredienti che hai usato mi piacciono moltissimo e dopo aver letto le caratteristiche dell’arancione capisco perchè appare spesso nella mia cucina e perchè lo voglio…

    • Leave a Reply

      Daniela
      14 dicembre 2015

      Siamo individui profondamente interconnessi, sta però sempre a noi il cogliere tali connessioni, non trovi? Soprattutto quelle evidenti, che ti legano alle persone importanti per il tuo benessere e la tua crescita. Spesso non siamo in grado di guardare ciò che ci circonda con mente, cuore e occhi spalancati e presenti e ci ritroviamo invischiati in una ragnatela appiccicosa, quando invece ciò che dovremmo fare sarebbe solo il danzare su quei fili come equilibristi sicuri della propria arte.
      Francy cara, arrivo anche da te, non temere. Questi sono giorni di scelte importanti e ho trascurato me stessa e le cose che mi fanno stare bene.
      Se vuoi ce lo apriamo insieme il bistrot di sole zuppe 😀
      L’arancione è molto, molto importante per me in questa fase. Si vince, sempre. Senza prevaricare, ma si vince. <3

  3. Leave a Reply

    Mari Z.
    14 dicembre 2015

    Grazie! Davvero una delizia scalda cuore! E hai fatto benissimo a ricordarci le differenze fra minestra, zuppa, vellutata… le adoro tutte! ♡♡

    • Leave a Reply

      Daniela
      14 dicembre 2015

      Grazie a te, Mari cara. E buon compleblog! Non vedo l’ora di attingere da tutte le proposte che ti arriveranno. 🙂

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