Swan Portobello Fake-Chicken

Quando non c’è via di scampo alla bruttura della vita, ognuno ha il proprio modo di evadere. Esistono scappatoie, esistono scorciatoie distruttive e autodistruttive. Esiste l’apatia. Esiste il lasciarsi andare. Esiste l’arresa.

Oppure si costruisce. Si prende il respiro, si accetta il presente. Ci si accetta senza giudizio. Si va oltre. E si cucina. 

“Lo sai perché mi piace cucinare?”
“No, perché?”
“Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte l’impasto si addensa: è un tale conforto!”

Sono le parole di Julie Powell, dal film Julie & Julia

Oggi vi regalo una ricetta adatta al pranzo di Pasqua o anche al pic nic di Pasquetta, se la organizzate in mono porzioni trasportabili.

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Una ricetta che rivisita in versione vegan (lo so, lo so che per i puristi è un’eresia! Ma agnelli, manzi e vitelli ringraziano. E questo per me è molto più importante di qualsiasi filologia culinaria) la Shepherd’s Pie anglosassone, uno sformato a base di carne di agnello detto anche Cottage’s Pie, se a base di carne di manzo. 

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Vera ha nel cuore la ricetta mangiata allo Swan pub di Londra, fatta con funghi portobello (che io ho sostituito, poichè attualmente introvabili) e un guscio di sfoglie di patata, al posto del purè, a coprire il tutto. Siamo in primavera, quindi il gusto dei pisellini freschi sarà alla sua massima potenza. Il pollo è stato sostituito con fagioli bianchi di Spagna belli cicciosi, la gravy è quella buonissima che ho già preparato per Natale, su ispirazione di Jamie Oliver

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Swan Portobello Fake-chicken
Serves 6
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Prep Time
30 min
Cook Time
1 hr
Total Time
1 hr 30 min
Prep Time
30 min
Cook Time
1 hr
Total Time
1 hr 30 min
Ingredienti
  1. 450 gr di fagioli bianchi di Spagna già cotti (sbollentati o al vapore)
  2. 250 gr circa di pisellini freschi già cotti (sbollentati o al vapore)
  3. 2 carote
  4. 2-3 patate circa
  5. 1 cipolla dorata
  6. 300 gr di funghi portobello (o, in alternativa, i classici champignon)
  7. Una manciata di funghi secchi già ammorbiditi per un'oretta in un po' d'acqua
  8. 1 ciuffo di prezzemolo
  9. timo fresco (o secco, se non doveste trovarlo)
  10. 250 ml di panna vegetale bio
  11. 200 ml circa di vegan Gravy
  12. olio extra vergine di oliva
  13. lievito alimentare in scaglie
  14. sale integrale e pepe qb
Preparazione
  1. Prepara un soffritto facendo scaldare dell'olio extra vergine d'oliva e lasciando imbiondire la cipolla insieme al trito di carote.
  2. Aggiungi il timo, in modo che sprigioni nell'olio i suoi aromi, i funghi secchi ammollati e infine i funghi freschi tagliati grossolanamente. Porta a cottura dolcemente, affinchè i funghi rilascino la loro acqua di vegetazione.
  3. Aggiungi solo verso la fine i pisellini e i fagioli, per far amalgamare i sapori.
  4. Assaggia e aggiusta di sale e pepe, a tuo piacere.
  5. Con una mandolina semplice (io ho usato quella per tartufi, che adoro) taglia a fettine sottili le patate sbucciate.
  6. Ora prendi una pirofila da forno o le cocottine mono porzione: versa all'interno il ripieno, un trito di prezzemolo, la panna, la gravy, condisci con il lievito alimentare ed eventuale altro sale, se dovesse mancare.
  7. Crea una composizione con le sfoglie di patata, mettendole per esempio a spirale, accavallate una all'altra e partendo dall'esterno per giungere all'interno chiudendo il tutto. Una spolverata di sale, spezie a piacere (io ho abbondato di pepe nero e rosa, grattati direttamente a mulinello), un filo di olio evo e via!
  8. Cuoci in forno statico già caldo per circa 40 minuti, a 220° circa. Verso la fine, funzione grill per gratinare a piacere.
Blush your Seeds http://blushurseeds.com/
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Comments

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    Francesca P.
    26 marzo 2016

    Ora è chiaro perchè se c’è una cosa che non ho mai smesso di fare, neanche in questo periodo, è cucinare… 🙂 Quando sono nel mio regno, tra colori, ciotole, ingredienti e profumi, mi sembra che tutto sia una carezza. Che sorrida. Che non abbia spigoli. Non è scappare dal mondo o dalla realtà, è solo respirare. Cioè riprendere fiato. E a volte il forno sembra capirmi più di alcune persone, sai? Non prendermi per pazza, prendimi solo per una che quella frase del film l’ha citata tempo fa in un post e che quindi la comprende e l’assapora insieme a te, passandoti una patata e disegnando un sole nella cocotte… 🙂

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      Daniela
      30 marzo 2016

      E’ esattamente così: respirare. Riprendere fiato. Rigenerarsi e alleggerirsi!
      Sai, la cucina è rassicurante perchè se scegli ingredienti di qualità, se accosti con cura, se ci metti amore, se esegui i giusti passaggi e rispetti le tempistiche e le temperature, allora ottieni sempre (ma sempre!) una risposta positiva da quello che crei.
      Invece, nei rapporti umani e nell’affrontare la vita e la società, quasi mai l’amore e la cura che investi sono direttamente proporzionali ai risultati. Ecco perchè è così confortante incantarsi davanti al forno mentre custodisce una torta che cresce, o percepire con tutti i sensi i pomodorini che diventano sughetto vellutato dentro una padella borbottante… Io direi siano quasi azioni salvifiche, non trovi?
      Francy: passami quella patata che Tarallino sta facendo rotolare, così ci mettiamo seriamente a disegnare Soli aromatici! <3

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