Miele vegan: un miele senza api, il miele di tarassaco – E un paio di considerazioni

Cos’è la vita? La vita è tutto ciò che accade mentre tu sei impegnato a fare progetti, diceva qualcuno. Ebbene, vita è anche ciò che dal 5 gennaio ad oggi mi ha positivamente stravolta, in questo 2016 bisestile in cui perfino io riesco a trovare la data del mio compleanno sul calendario.
Una nuova speranza, forse un nuovo futuro. Vero, concreto. Fatto di sogni reali, di sicurezza nel proprio valore, di persone che restano e di persone che arrivano, di concretezza, di pazienza, di fiducia e di accettazione dei propri tempi.

Charlie Chaplin diceva:

Com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama “rispetto”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama “maturità”…
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama “stare in pace con se stessi”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama “sincerità”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso… all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”… ma oggi so che questo è “amore di sé”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama “semplicità”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo “perfezione”. Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l’intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di
“saggezza interiore”.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto questo è “la vita”.

Ho sempre e profondamente amato queste parole, in cui con semplicità e linearità è esplicata la lotta che ognuno di noi fa per raggiungere la propria consapevolezza e la serenità del vivere giorno dopo giorno.
Il mio augurio più grande, in quest’epoca incerta dove la mia generazione è nata precaria e vive arrancando, è di provare anche voi ogni sensazione qui descritta, fin sulla pelle. Senza perdere mai un solo istante prezioso della musica del mondo. Senza dimenticare che basta un istante di stupore, un sorriso, un bacio sincero, la mano di un’amica, il ricordo del profumo di una mamma che non c’è più, un filo rosso che tesse lentamente la sua trama, per far sì che tutta la sofferenza valga la pena di essere vissuta. Sempre.

Ora mettiamo pure via i fazzoletti e le lacrime, tiriamo fuori i cestini per una gita fuori porta e prepariamoci a raccogliere enormi mazzi di fiori gialli!

Qua li ho già visti in giro, complici le temperature poco rigide di questo bizzarro inverno: siamo perfettamente allineati alle tempistiche della primavera che sta per arrivare! 

Ma perchè raccogliere tarassaco?

Senza considerare i sostituti del miele, come lo sciroppo d’acero, il succo d’agave e i vari malti presenti in commercio, esiste un’alternativa antica al miele prodotto dalle api.

Partiamo subito col dire che io non sono un’esperta di erbe spontanee e officinali, ma credo di essere stata una strega, nel mio lontano passato, quindi ne subisco il fascino irresistibile e la magia.
Se poi consideriamo quanto mi piaccia la possibilità di assorbire informazioni da tutte le fatine dei boschi che mi girano attorno, cerco, per quel che la città in cui attualmente vivo mi permette, di fare del mio meglio sfruttando quel poco che mi passa fra le mani di riconoscibile ai sensi intorpiditi dal cemento.

Il tarassaco, come vi stavo dicendo, è un’erba infestante e la troviamo praticamente ovunque, quando è nel suo periodo di fioritura. Prati, campetti, piccole aree verdi in mezzo ai parcheggi… Chi di noi non ha raccolto soffioni da piccolo?

Il suo miele direi sia un piccolo miracolo.

E’ un miele che miele non è, fatto a partire dal solo tarassaco (Taraxacum officinale, della famiglia delle asteracee), che forse risulta più noto  se chiamato “soffione” o “dente di leone”.

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La ricetta del miele vegan è semplice e prevede generalmente l’utilizzo di soli tre ingredienti: acqua, tarassaco e zucchero. Alcuni aggiungono anche il limone o i chiodi di garofano, ma sono comunque facoltativi.

Il tarassaco fiorisce in primavera e i suoi fiori gialli vanno raccolti con le mani e senza il gambo, lasciati poi asciugare all’ombra per due giorni, affinchè non secchino.

Va poi tolta a ciascuno la parte verde: i petali gialli saranno quelli utilizzati per la ricetta del miele.

Miele di Tarassaco
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Cook Time
1 hr 10 min
Total Time
2 hr
Cook Time
1 hr 10 min
Total Time
2 hr
Ingredienti
  1. 100 gr di petali di tarassaco
  2. 200 gr di zucchero
  3. 400 gr di acqua
Preparazione
  1. Raccogliete i petali essiccati in un pentolino.
  2. Aggiungete adesso lo zucchero e l’acqua nelle dosi indicate e mettete il tutto su fiamma bassa.
  3. Lasciate cuocere per almeno 40-45 minuti, mescolando con pazienza.
  4. Portate quindi a raffreddamento e successivamente filtrate il tutto.
  5. Rimettere ora sul fuoco finchè il composto non raggiunge la consistenza desiderata: basteranno indicativamente altri 15-20 minuti.
  6. Attenzione perché, raffreddandosi, il tutto si indurirà ulteriormente.
  7. Fate la prova: versate una piccola quantità di miele di tarassaco su un piattino e, inclinandolo, vedete se scivola lentamente, viscoso come se fosse colla.
Notes
  1. Servono due giorni per essiccare i fiori, prima di partire con la preparazione vera e propria del miele di Tarassaco.
Blush your Seeds http://blushurseeds.com/
 Fonte delle immagini: Erbari condivisi su wikicommons 

Comments

  1. Leave a Reply

    Marta e Mimma
    13 marzo 2016

    carissima Daniela, finalmente riesco a passare dal tuo blog! credevi per caso che me ne fossi dimenticata?:-) ho amato parecchio questo post, specie la citazione da Chaplin e quel “quando ho cominciato ad amarmi davvero”. Penso si potrebbe quasi definire un manifesto o, ancor meglio, un manuale alla felicità individuale che spesso trascuriamo pensando di soddisfare. Imparare ad amare se stessi, so bene quanto sia difficile…
    quanto al miele, mi sembra una ricettina interessantissima, ma mi viene spontaneo porti una domanda: perché chiamarlo miele se miele non è? o comunque, perché non sciroppo, essendo la base principale lo zucchero? o forse che nel sapore e nella consistenza è talmente simile al miele da dover essere chiamato in questo modo?
    ti abbraccio, a presto cara! Marta

    • Leave a Reply

      Daniela
      15 marzo 2016

      Oh mamma, Marta!
      Che sorpresa e che piacere trovarti qua, benvenuta, di cuore!
      Il manuale della felicità individuale: splendida sintesi delle parole di Chaplin, che io rileggo spesso, quando sono giù e sento di non trovare più il mio centro. Ci sarebbe da aprire una parentesi enorme sul significato e l’impegno nell’amare se stessi, tuttavia credo che avremo tempo per conoscerci e scoprirci sempre un po’ di più, magari facendo crescere la conoscenza reciproca e, perchè no, anche l’autostima.
      Passando alla ricetta, che è una ricetta antica, ti dico subito che è nata con questo nome ancor prima che esistesse la parola “vegan”! Probabilmente era un modo che le generazioni prima di noi avevano per mangiare qualcosa che sembrasse in tutto e per tutto miele, senza sentire il peso della privazione. Io l’ho sempre sentito nominare – appunto – “miele di tarassaco”, ma a conti fatti è in tutto e per tutto un semplice sciroppo.
      Ti abbraccio forte anche io Marta bella, un bacio! :*

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    Francesca P.
    4 marzo 2016

    Beh, non posso proprio non commentare, ci sono così tanti sospiri nell’aria… parole da assorbire, respirare, imparare a memoria, che contengono tante verità che spesso dimentichiamo, ma che invece sono come un faro da seguire… quanta ricerca, quanti affanni, quanti sentieri… ma poi la strada maestra giusta forse si imboccherà e sarà dolce, fluida e dorata come miele…

    • Leave a Reply

      Daniela
      4 marzo 2016

      Il segreto sta tutto là: nello sforzarsi ogni giorno di non dimenticare le semplici verità che abbiamo davanti e che danno il senso al tutto. Ricerca, affanni, sentieri… Un labirinto buio che può spaventare, ma il filo rosso va tenuto sempre in mano, affinchè ti guidi all’uscita. Dove ci sarà il sole ad aspettarti, un viale alberato, magari di pioppi, con le fronde che cantano, sfiorate dal vento tiepido primaverile.

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