Cena di Halloween – spunti e tradizioni celtiche

Menù, Ricette | 29 ottobre 2015 | By

Tom Skelton rabbrividì. Tutti sapevano che il vento, quella sera, era un vento insolito; anche l’oscurità era insolita perché era Halloween, la vigilia di Ognissanti. Tutto pareva tagliato in un morbido velluto nero, dorato, arancione. Il fumo si arricciolava fuori da mille camini come i pennacchi di un corteo funebre. Dalle cucine esalava il profumo delle zucche; quelle svuotate della polpa e quelle che cuocevano dentro il forno.

(Ray BradburyL’albero di Halloween)

Halloween, Samhain, Ognissanti, All-Hallows-Even. La celebrazione, a cavallo di una delle notti dell’anno più potenti a livello energetico, resta capace da sempre di avvolgere chiunque nel suo mantello di mistero, di fascino e forse anche di terrore. In questo giorno, secondo la tradizione celtica, terza e quarta dimensione si fondono e il mondo fisico e quello astrale interagiscono.

La magia della zucca intagliata e di Jack-o’-lantern arriva proprio da questa cultura. Nella notte di Ognissanti, numerose candele venivano infatti inserite in rape e zucche, svuotate e incise per creare volti terrificanti, nella speranza di tenere lontani gli spiriti cattivi.

Un’usanza che deriva dalla storia di un vecchio fabbro ubriaco – di nome Jack – che proprio la notte di Halloween ingannò il diavolo e venne da quest’ultimo condannato a non essere accettato, dopo la morte, né dall’inferno né dal cielo. Bloccato in un limbo eterno, Jack creò una lanterna grazie a una rapa e un pezzo di carbone e iniziò a guidare la sua anima perduta.

Tra intaglio della zucca, addobbi, trucco e costumi, quest’anno abbiamo deciso di fare le cose in grande.

Io ho pensato anche a cosa offrire di mangereccio agli ospiti, senza alcuna pretesa di proporvi qualcosa di conclusivo ma solo uno spunto divertente per sfruttare i regali della stagione delle zucche.

Il bello di ogni festa, secondo me, sta semplicemente nel creare un momento di valore e condivisione, un nuovo ricordo, una nuova immagine da custodire nella nostra cassettina delle cose preziose.

Partiamo? Partiamo!

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Quando Vera mi ha fatto vedere su Pinterest questi peperoni arancioni ripieni, mi sono innamorata. Restano crudi e danno pertanto una nota fresca e croccante al piatto finale. Strano ma vero, così risultano anche più digeribili. Ho deciso di riempirli con del cous cous di zucca e ceci, che fra l’altro è venuto buonissimo ed è stato mangiato a cucchiaiate direttamente dalla ciotola, ancor prima di essere usato come ripieno. Secondo me, sono un’idea carina soprattutto per la cena dei bambini! Che ne dite? Non è stato facile trovare – a ottobre inoltrato – peperoni di questo colore, ma alla fine siamo riusciti nell’impresa. Si sfora un po’ la stagionalità, è vero… però ogni tanto uno strappo alla regola me lo concedo. Si vive una volta sola, no?

Peperoni intagliati, ripieni di cous cous, zucca e ceci
Serves 4
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Prep Time
30 min
Cook Time
20 min
Total Time
50 min
Prep Time
30 min
Cook Time
20 min
Total Time
50 min
Ingredienti per 4 peperoni
  1. 4 peperoni arancioni belli sodi
  2. 200 gr di couscous precotto
  3. 250 ml di acqua circa (leggete comunque le istruzioni sulla confezione)
  4. 350 gr di zucca
  5. 200 gr di ceci pre lessati
  6. 2 cipollotti
  7. 1 manciata di anacardi non salati
  8. 1 cucchiaino di curcuma
  9. 1 cucchiaino di semi di cumino
  10. ½ limone spremuto
  11. olio evo
  12. prezzemolo
  13. sale e pepe
Preparazione
  1. In una padella capiente unite un filo di olio evo e fate rosolare i cipollotti tritati grossolanamente.
  2. Aggiungete la zucca tagliata a dadini piuttosto piccoli, un pizzico di sale, una macinata di pepe, i semi del cumino, gli anacardi e fate stufare.
  3. Dopo 10 minuti, aggiungete i ceci precedentemente lessati e ben scolati, amalgamate bene gli ingredienti tra loro e portate a fine cottura.
  4. Fate ora bollire dell’acqua con un pizzico di sale, mettete la quantità che desiderate di cous cous in una ciotola e poi versateci sopra l’acqua bollente, attendendo che venga ben assorbita.
  5. Spolverate sopra la curcuma, qualche cucchiaio di olio evo e iniziate a sgranare bene con una forchetta.
  6. Una volta pronto, unite la zucca, mescolate bene e lasciate raffreddare.
  7. Tritate del prezzemolo e aggiungetelo al piatto, insieme alla spruzzata di succo di limone. Aggiustate di sale, se dovesse servire.
  8. Pulite, intagliate e svuotate da filamenti e semi i peperoni crudi, creando la faccina tipica da zucca di Halloween, e riempiteli col cous cous pronto.
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Le mini zucche sono state fatte in cernit, un’argilla polimerica.

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Come secondo, visto che è festa e ogni tanto si può fare, spezzatino zucca e seitan, sfumato alla birra.

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Spezzatino Zucca e Seitan, sfumato alla Birra
Serves 4
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Prep Time
20 min
Cook Time
30 min
Total Time
50 min
Prep Time
20 min
Cook Time
30 min
Total Time
50 min
Ingredienti per 4 persone
  1. 3 cucchiai di farina
  2. 400 gr di zucca
  3. 400 gr di seitan al naturale
  4. 2 bicchieri di birra chiara, quella che preferite
  5. 3 o 4 foglie di alloro
  6. 2 rametti di rosmarino fresco
  7. 300 ml di acqua calda
  8. 1 spicchio d’aglio
  9. olio evo
  10. cannella qb
  11. noce moscata qb
  12. 3 o 4 bacche di ginepro
  13. sale e pepe
Preparazione
  1. Versate un paio di cucchiai di olio evo in una padella capiente e attendete che si scaldino.
  2. Mettete a rosolare uno spicchio di aglio in camicia, facendo attenzione che non bruci.
  3. Fate a tocchetti il seitan, infarinatelo e poi versatelo nella padella.
  4. Lasciate andare a fiamma viva e quando vedrete che la farina inizia a fare la tipica cremina, sfumate il tutto con due bicchieri di birra chiara.
  5. Evaporato l’alcool, aggiungete quindi l’alloro, il rosmarino, la zucca e le spezie, salate e pepate e lasciate stufare per una mezz’oretta, o almeno finchè la zucca non inizia a sciogliersi, aggiungendo acqua all’occorrenza.
  6. Dopo aver eliminato l’aglio, l’alloro e il rosmarino, Servite lo spezzatino bello caldo, in una ciotola da tenere in mano che rinfranchi tutti i sensi.
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Fantasmini guest stars, sempre in cernit!

Continuiamo con una portata di accompagnamento. Sapete che addentrandosi nella cultura culinaria irlandese, si scoprono un sacco di piatti veramente interessanti?

Conoscevate il Colcannon, per esempio?

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Anche se non assocereste mai il cavolo verza alla cucina celtica, qua la fa proprio da padrone, insieme alle immancabili patate. Il Colcannon, per chi non lo sapesse, è uno sformato caldo di origine povera e contadina, adatto alla nebbia e al freddo autunnali e che viene servito solitamente proprio in occasione di Samhain.

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Colcannon - sformato di patate irlandese
Serves 4
Sformato di cavolo verza e patate, che si serve tipicamente nel periodo di Halloween.
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Prep Time
15 min
Cook Time
50 min
Total Time
1 hr 5 min
Prep Time
15 min
Cook Time
50 min
Total Time
1 hr 5 min
Ingredienti per 4
  1. 3-4 patate grosse
  2. 3 o 4 cipollotti
  3. 1 piccolo cespo di cavolo verza
  4. 200 ml circa di latte di soia non aromatizzato e non zuccherato (o altro latte vegetale)
  5. Qualche cucchiaio di olio evo (anche se originariamente viene usato il burro)
  6. Sale e pepe a piacere
Preparazione
  1. Mettete a bollire le patate senza sbucciarle ma dopo averle lavate, così da evitare che gli elementi nutritivi si disperdano in fase di cottura. Sono pronte quando risultano morbide se si prova a infilzarle con una forchetta.
  2. Scolatele e aspettate che raffreddino abbastanza per poterle spelare e schiacciare con uno schiacciapatate o più semplicemente una forchetta.
  3. Nel frattempo, avrete riscaldato un paio di cucchiai di olio evo (ovviamente, in Irlanda è usato il burro vaccino ma se voi preferiste usare un buon burro di soia al posto dell’olio, sarebbe a vostra discrezione), fatto imbiondire per bene i cipollotti e poi messo a stufare il cavolo verza tagliato a striscioline, mescolando e aggiungendo poca acqua all’occorrenza per non far bruciare.
  4. Ora non vi resta che unire tutti gli ingredienti per creare lo sformato. Scaldate il latte, mischiatelo alle patate e aggiungete infine il cavolo verza stufato insieme ai cipollotti.
  5. Prendete una pirofila da forno (oppure delle cocotte monoporzione per una presentazione più elegante) e infornate in forno già caldo a 200°C per una decina di minuti, così da far creare la crosticina e amalgamare i sapori.
  6. Servite tiepido.
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“The fire was nice and bright and on one of the side-tables were four very big barmbracks. These barmbracks seemed uncut; but if you went closer you would see that they had been cut into long thick even slices and were ready to be handed round at tea.”

Lessi “Gente di Dublino” di Joyce in lingua originale durante le lezioni di liceo e mi chiesi per lungo tempo cosa fossero questi barmbracks, il cui nome in italiano veniva banalmente tradotto in “focacce”. Si trovavano nel racconto breve “Argilla”, in cui viene narrata la vicenda della zitella Maria ma, avendo solo avuto a che fare con focaccia ligure o pugliese, stonava un po’ il pensare a focacce salate per il tè delle cinque. Non so come, all’epoca non indagai oltre e il tutto cadde nel mio dimenticatoio personale.

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Solo con l’avvento di internet incontrai nuovamente il Barmbrack (detto anche Báirín Breac) e mi innamorai di questo pane dolce irlandese, tipico di Halloween. Tradizionalmente, viene cotto insieme ad alcuni oggetti con un significato simbolico preciso.

La persona che trova nella sua fetta uno di questi, ne riceve il messaggio:

Un pisello – Per chi non si sposerà quell’anno;
Un pezzetto di stoffa – Per chi riceverà sfortuna o povertà;
Una moneta d’argento da sei pence – Per chi riceverà fortuna o ricchezza;
Un anello – Per chi si sposerà quell’anno;
Un bastoncino – Per chi avrà un matrimonio infelice o burrascoso.

Al giorno d’oggi, i panettieri irlandesi vendono il Barmbrack impastandoci all’interno un semplice anello giocattolo. Noi però evochiamo solo l’idea, perchè di sfortuna ce n’è sempre troppa, anche quando non si è superstiziosi!

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La ricetta tipica non è ovviamente vegan, prevede l’utilizzo di due tipi di uvetta, ovvero la “sultan” e la “raisin” e, come se non bastasse, un mix di spezie particolare che si vende in Irlanda ed è composto da cannella, coriandolo, zenzero, semi di finocchio, chiodi di garofano e alloro. Il mix me lo sono creata senza problemi, andando a gusti con le proporzioni, mentre ho sostituito la “raisin” con chicchi di uva bianca disidratata. Per questo impasto ho poi usato 5 grammi di lievito di birra secco, detto anche disidratato, che corrisponde all’incirca a 12 grammi di quello fresco (magari vi scrivo un post a parte per quanto riguarda questo tipo di conversioni). Per la lievitazione vi darò le mie tempistiche indicative, ma aspettate sempre il raddoppio dell’impasto prima di formare la pagnotta da infornare e tenete presente che quest’ultimo si presenterà molto umido, pesante e appiccicoso, quindi dopo la cottura non potrete aspettarvi un’alveolatura mozzafiato. Non ho trovato indicazioni particolari sulla farina da utilizzare, quindi ho puntato a una semplicissima farina 0, sostituibile secondo me tranquillamente con una semi tegrale.

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Barmbrack
Serves 8
Pane dolce Irlandese
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Prep Time
30 min
Cook Time
45 min
Total Time
1 hr 15 min
Prep Time
30 min
Cook Time
45 min
Total Time
1 hr 15 min
Ingredienti per una pagnotta
  1. 500 ml di tè nero forte
  2. 1 limone: scorza e succo
  3. 100 gr di uvetta sultanina
  4. 100 gr di uva bianca disidratata
  5. 80 gr di albicocche secche a pezzetti
  6. 250 ml di latte vegetale (io ho usato quello di soia)
  7. 520-600 gr di farina 0
  8. 75 gr di zucchero di canna
  9. 100 gr di burro di soia
  10. 1 cucchiaino di sale
  11. 5 gr di lievito di birra secco
  12. 1 pizzico di cannella
  13. 1 pizzico di zenzero
  14. 1 pizzico di noce moscata
  15. Pochi semini di finocchio
  16. ¼ di foglia di alloro tritata finemente insieme a 2 chiodi di garofano (...‘na faticaccia!)
Preparazione
  1. Mettete a bagno per almeno un paio di ore (o direttamente la notte prima) i 2 tipi di uva e le albicocche secche in circa 500 ml di tè nero forte, aromatizzato con il succo e la scorza di un limone.
  2. Scaldate il latte in un pentolino facendovi sciogliere il burro di soia e aspettate che si intiepidisca.
  3. In una ciotola capiente aggiungete quindi 520 gr di farina, lo zucchero, il mix di spezie, il lievito disidratato, il latte con il burro e - solo dopo che l’impasto si sarà ben formato - il sale. Lavorate bene finchè non otterrete un impasto liscio e omogeneo e tutti i liquidi saranno stati ben assorbiti dalla farina (io lavoro sempre a mano, non saprei darvi indicazioni per quanto riguarda l’utilizzo di una planetaria).
  4. Lasciate a lievitare in forno spento ma con luce accesa per circa un’ora, coprendo la ciotola con un canovaccio pulito.
  5. Trascorso il tempo, riprendete l’impasto, lavoratelo brevemente, infarinate la spianatoia e aggiungete poco alla volta uvetta e albicocche ben strizzate. Continuate finchè tutta la frutta non si sarà amalgamata all’impasto e abbiate fede, perchè all’inizio sembrerà davvero un’operazione difficile. Aggiungete pochissima farina alla volta, degli 80 grammi rimasti, per aiutarvi meglio.
  6. Continuate a impastare finchè il vostro barmbrack smetterà di essere impossibilmente appiccicoso, quindi trasferite il tutto in una ciotola pulita, coprite con un canovaccio e mettete in forno spento ma presicaldato a 25°C, aspettando il raddoppio dell’impasto. Ci vorranno all’incirca due ore e mezza.
  7. Riprendete il tutto, dategli un altro paio di pieghe e la forma di una pagnotta e trasferite su di una teglia leggermente infarinata. Ancora una mezz’oretta di lievitazione, poi spennellate la superficie con un po’ di latte e infine lasciate cuocere in forno statico a 180°C per circa 40-45 minuti, dopo averlo preventivamente riscaldato a 200°C. Se siete insicuri della cottura al centro, al termine fate una prova stecchino e vedete se ne esce pulito. Se così non fosse, abbassate a 150° la temperatura e continuate a tenere la pagnotta in cottura per un’altra decina di minuti circa. Prima di tagliare, lasciate ovviamente raffreddare bene.
Notes
  1. Il Barmbrack si serve con il tè delle cinque, accompagnato da una marmellata magari fatta in casa, oppure biologica, come quella di mirtilli rossi. Se però per caso vi dovesse avanzare, tostato per la colazione del mattino dopo è ancora più buono!
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Infine, un piccolo regalo dolce per i bambini (sì, anche quelli tanto cresciuti!): le Mele stregate caramellate.

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Mele stregate caramellate
Serves 5
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Prep Time
5 min
Cook Time
25 min
Total Time
30 min
Prep Time
5 min
Cook Time
25 min
Total Time
30 min
Ingredienti per 5 meline
  1. 5 meline piccole, sode e biologiche
  2. 5 stecchetti da cake pops (o semplici stecchini in legno da spiedino)
  3. 225 gr di zucchero di canna grezzo
  4. 110 ml di acqua
  5. 1 cucchiaino di aceto di mele
  6. 2 cucchiai di sciroppo d’acero o succo d’agave
  7. 25 gr di burro di soia
Preparazione
  1. Lasciate sciogliere in un pentolino dai bordi molto alti lo zucchero nell’acqua e solo dopo aggiungete aceto di mele, sciroppo d’acero e burro.
  2. Lasciate quindi sobbollire senza mai mescolare a fiamma bassa per circa 15 minuti, o almeno finchè il composto non risulterà bello vischioso: se immergendovi un cucchiaino ed estraendolo, il composto vi resterà attaccato facendo un po’ di resistenza a scendere, allora sarà pronto.
  3. Mentre lo sciroppo cuoce, lavate bene le meline, asciugatele e infilzatele dalla parte del picciolo - che avrete preventivamente tolto - con gli stecchini da cake pops.
  4. Preparatevi già una gratella con sotto un piatto, dove posizionare le vostre candy apples da far freddare e solidificare, spegnete il fuoco e infine rotolate le mele nel caramello bollente il più velocemente possibile, perchè quest’ultimo solidifica molto rapidamente.
  5. Si può ovviare all’inconveniente riscaldandolo nuovamente, ma perchè crearsi problemi inutili se si può giocare d’anticipo?
Notes
  1. Colate lo sciroppo avanzato negli stampini da cioccolatini o da ghiaccio e createvi le vostre caramelle homemade, vedrete che soddisfaziooooooone!
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Streghette? Anch’esse in cernit!

Per la parte alcolica, vi aspetto domani. Intanto iniziamo a scaldarci per festeggiare il passaggio dalla fine dell’estate all’inizio dell’inverno!

Comments

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    Valentina
    30 ottobre 2015

    No, va bè Dani… ma quante cose buone hai preparato? Diventi sempre più brava!!! Un abbraccio.

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      Daniela
      30 ottobre 2015

      Grazie Vale!
      Come ti dicevo di là, adoro scoprire nuove tradizioni culinarie – anche legate alle festività – soprattutto quando si tratta di culture differenti e magari molto lontane dalla nostra. Mi piace ancora di più condividere le mie scoperte, magari evitando a molti di scovare la ricetta giusta o di veganizzare quella base.
      Halloween è alle porte e ho dovuto fare un post unico, raffazzonando un menù poco equilibrato, ma tutto a tema! Per un buffet o un aperitivo, direi che un po’ di questo e un po’ di quello ed è tutto perfetto!
      Secondo me, fra l’altro, il cous cous è proprio nelle tue corde. Ci sono la curcuma, gli anacardi e quella spruzzata di limone finale che lo rendono interessantissimo. 🙂

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